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Uluṟu
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top
mwdgUluṟu (mwdwpitjantjatjara /ˈʊ.lʊ.ɻʊ/), ufficialmente mweqUluṟu/Ayers Rock (/ˈɛərz ˈrɒk/), è un massiccio roccioso al centro dell'mwewAustralia, il più imponente di quello smisurato entroterra che i colonizzatori anglosassoni hanno chiamato mwfaoutback.
Situato nel mwfgTerritorio del Nord, 450mwfw km a sudovest della città di mwgaAlice Springs, si staglia nella desertica piana del mwgqmwggbush, visibile a decine di chilometri di distanza: luogo sacro agli mwgwaborigeni, ai quali è stato formalmente riconsegnato nel 1985, è celebre anche per la mutevole colorazione, che dal rosso intenso muta in modo spettacolare – dall'ocra all'oro, dal bronzo al viola – secondo l'ora e la stagione.
Queste e altre caratteristiche ne hanno fatto un'icona dell'Australia e una delle sue più note destinazioni turistiche.
Nel 1950 vi fu istituito lmwhg'mwhwAyers Rock National Park, diventato mwiaAyers Rock-Mount Olga National Park nel 1958, infine rinominato mwiqParco nazionale Uluṟu-Kata Tjuta nel 1993, gestito congiuntamente dal Governo federale e dagli indigeni.
Contents
• Nome
• Note
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Nome
mwjqUluṟu è il nome aborigeno del luogo, si pensa derivato dal termine mwjgulerenye, che in lingua Arrernte significa "straniero/sconosciuto".
È anche un mwkqcognome comune nella zona.
Il primo europeo a riferire della formazione fu l'esploratore mwkwErnest Giles, che nell'ottobre 1872 la avvistò da molto lontano, non potendo avvicinarsi oltre a causa del mwlalago Amadeus. Giles descrisse Uluṟu come "una pietra notevole" (espressione che non fu adottata come nome, a differenza di quanto accadde alle mwlqremarkable rocks di mwlgKangaroo Island). Il 19 luglio dell'anno successivo, l'esploratore William Gosse battezzò il massiccio mwlwAyers Rock in onore di Henry Ayers, allora primo ministro dell'mwmaAustralia Meridionale.
Nel 1993 fu stabilita formalmente una doppia denominazione, secondo cui sia il nome aborigeno sia quello inglese erano considerati nomi ufficiali: il 15 dicembre 1993 Uluṟu fu infatti ribattezzato mwmgAyers Rock/Uluṟu, ma quasi dieci anni dopo, il 6 novembre 2002, il doppio nome fu ufficialmente invertito, diventando mwmwUluṟu/Ayers Rock, su richiesta dell'Associazione Regionale del Turismo di mwnaAlice Springs. Di fatto, il nome aborigeno è più utilizzato per indicare la roccia, mentre quello inglese è riferito al piccolo aeroporto della zona. Il villaggio più vicino si chiama Mutitjulu.
Descrizione
In geologia Uluṟu è definito come un mwpainselberg, una formazione rocciosa isolata che emerge in una piana di materiale più tenero. Si eleva per 348 metri dal terreno ad un'altitudine di 863 metri mwpqs.l.m. e ha una circonferenza di circa nove chilometri,cite-ref-welcomeland-1-0[1] mentre sprofonda nel terreno, secondo alcune ipotesi, per circa sette chilometri fino a raggiungere mwqgKata Tjuta, distante 25mwqw km.
È composto prevalentemente da mwrqarcose a grana grossa (un tipo di mwrgarenaria di origine mwrwgranitica caratterizzata da un'abbondanza di mwsafeldspato) e da alcuni conglomerati. La composizione media è del 50% di feldspato, del 25-35% di mwsqquarzo e fino al 25% di frammenti di roccia; la maggior parte del feldspato è mwsgK-feldspato con solo un piccolo mwswplagioclasio come grani subarrotondati e inclusioni altamente alterate all'interno del K-feldspato.cite-ref-young-etal-2002-2-0[2]cite-ref-engovaugeology-3-0[3] La roccia conglomerata di Uluṟu ha avuto origine tra l'ultima fase del mwvaNeoproterozoico e primo periodo mwvqCambriano (550–530 milioni di anni fa) dal deposito di sabbia e detriti proveniente da un mwvgconoide di deiezione di una formazione granitica.cite-ref-young-etal-2002-2-1[2]cite-ref-sweet-1992-4-0[4] La notevole uniformità della roccia e il basso numero di fissurazioni ha contribuito alla sua maggiore durata rispetto a quelle circostanti.
La formazione presenta pareti estremamente lisce a strapiombo e una superficie molto dura che da lontano appare compatta, mentre avvicinandosi rivela sorgenti, pozze, caverne, peculiari fenomeni erosivi e antichi mwyapetroglifi.
Caratteristica notevole del mwygmassiccio è il modo in cui sembra cambiare colore nelle diverse ore del giorno e nei diversi mesi dell'anno; alba e tramonto, in particolare, producono veloci variazioni di colore molto suggestive e spettacolari. Questi effetti cromatici sono dovuti a minerali come i mwywfeldspati che riflettono particolarmente la luce rossa e possono essere ricchi di mwzaferro, che ossidandosi virano sul rosso.
Vicino all'estremità ovest di Uluṟu si trova la comunità aborigena di Mutitjulu (pop. circa 300). La popolazione locale si chiama mwzwPitjantjatjara o Anangu (che significa "gente" in lingua Pitjantjatjara). A 17mwaq km di distanza, appena fuori dal National Park, si trova invece il paese turistico di mwagYulara (pop. 3.000).
A 25mwba km da Uluṟu si trovano i monti mwbqKata Tjuta, letteralmente "molte teste", le cui formazioni rocciose hanno avuto la medesima genesi e hanno un simile colore rosso. I Pitjantjatjara e gli mwbgYankunytjatjara chiamano i turisti che vanno a visitare Uluṟu e i Kata Tjuta mwbwminga tjuta, che significa "formiche", così da descrivere l'immagine che danno dalla cima di queste formazioni.
Nei pressi di Uluṟu, il 17 agosto 1980 una neonata, mwcqAzaria Chamberlain, scomparve dalla tenda con cui i genitori stavano campeggiando: una tragedia che scosse tutta l'Australia, con strascichi giudiziari fino al 2012, e che ispirò anche il film mwcgmwcwUn grido nella notte.
Uluṟu nella mitologia aborigena
Uluṟu ha un ruolo particolare nella mitologia del mwfwmwgadreamtime ("era del sogno", o mwgqtjukurpa) delle popolazioni del luogo. In generale, il mwggtjukurpa è un insieme di "miti di formazione", volti a spiegare le caratteristiche geografiche del territorio (pozze, montagne, caverne e così via) come "tracce" dei viaggi e delle azioni di esseri ancestrali (vissuti, appunto, nell'"epoca del sogno" che precede la memoria umana). Inoltre, gli aborigeni ritengono che questi elementi geografici mantengano per sempre l'essenza vitale e creativa degli esseri che l'hanno generata. Queste creature ancestrali sono generalmente descritte come giganti in parte umani e in parte simili ad animali o piante.
Il sito di Uluṟu porta i segni dell'attività di numerose creature ancestrali. La maggior parte dei miti su Uluṟu, sulle sue caverne, le sue pozze, le sue sorgenti, o le caratteristiche del paesaggio circostante è segreta, e non viene rivelata ai mwhapiranypa (i non-aborigeni); solo gli elementi generali della storia della formazione dell'Uluṟu sono noti.
Secondo il mito, Tatji, la Lucertola Rossa, che abitava nelle pianure, giunse a Uluṟu. Lanciò il suo mwhgkali (mwhwboomerang), che si piantò nella roccia. Tatji scavò la terra alla ricerca del suo kali, lasciando numerosi buchi rotondi sulla superficie della roccia. Questa parte della storia è volta a spiegare alcuni insoliti mwiafenomeni di corrosione sulla superficie di Uluṟu. Non essendo riuscito a trovare il suo kali, Tatji morì in una caverna; i grossi macigni che vi si trovano oggi sono i resti del suo corpo.
Un altro mito riguarda due fratelli mwigbellbird (un uccello australiano della famiglia dei mwiwpasseri) che cacciavano un mwjaemù. L'emù fuggì verso Uluṟu e due uomini lucertola dalla lingua blu, Mita e Lungkata, lo uccisero e lo macellarono (alcuni grossi macigni nei pressi di Uluṟu sono interpretati come pezzi della carne dell'emù). Quando i fratelli mwjqbellbird giunsero sul posto, gli uomini lucertola diedero loro un misero pezzetto di carne, sostenendo che non c'era altro. Per vendetta, i fratelli mwjgbellbird diedero fuoco al riparo degli uomini lucertola. Questi cercarono di fuggire scalando le pareti della roccia, ma caddero e arsero vivi. Questa storia spiega i licheni grigi sulla superficie della roccia nella zona dove si sarebbe tenuto il pasto (che sono considerati traccia del fumo dell'incendio) e due macigni semi-sepolti (i resti dei due uomini lucertola).
Queste e altre storie del mwkamwkqdreamtime sono rappresentate da numerosi dipinti rupestri lungo la superficie di Uluṟu. Secondo la tradizione aborigena, questi dipinti vengono frequentemente rinnovati; fra gli innumerevoli strati di pittura, i più antichi risalgono a migliaia di anni fa. Diversi luoghi lungo il perimetro di Uluṟu hanno valenza religiosa particolarmente forte e i turisti che li visitano sono soggetti a diversi livelli di proibizione (per esempio di non avvicinarsi a determinati luoghi o non scattare fotografie).
Scalare Uluṟu
Dal 25 ottobre 2019cite-ref-5[5] è vietato scalare il massicciocite-ref-6[6], come chiedevano gli aborigeni da decenni: sia perché si tratta di un luogo sacro nella loro mitologia del mwoamwoqTempo del Sogno, sia per motivi di sicurezza, visti i periodici incidenti, anche mortali, registrati fra i turisti.
Già nel 1983, il Primo Ministro australiano mwowBob Hawke aveva promesso che avrebbe vietato la scalata, ma quando il governo restituì la proprietà di Uluṟu agli Anangu (il 26 ottobre 1985), fra le condizioni poste c'era anche che per 99 anni fosse concesso ai turisti di scalare la roccia.
La scalata di Uluṟu era infatti un richiamo molto importante, ma sebbene già nel 1964 fosse stato posizionato un corrimano (poi esteso nel 1976), l'ascesa rimase piuttosto pericolosa per la superficie ripida e scivolosa, per il rischio di mwpqinsolazioni in alcune ore e stagioni, in generale per la fatica della scalata (circa un'ora) – tant'è che fra le cause principali di decesso c'era l'attacco di cuore.
Nella cultura di massa
Il mwqaduomo roccioso di Uluṟu è un elemento centrale in:
• mwqwmwraUn grido nella notte, film del 1988 con mwrqMeryl Streep, ispirato dal mwrgcaso Azaria Chamberlain
• l'episodio 1x10 della serie TV mwsamwsqFarhat - Il principe del deserto.
Note
cite-note-welcomeland-11. ↑ mwuamwuqmwugWelcome to Aboriginal land: Uluṟu-Kata Tjuṯa National Park – Visitor guide and maps (mwuwmwvaPDF), Canberra, Australian Department of the Environment and Water Resources, ottobre 2005, mwvqOCLCmwvg mwvw754614279. mwwaURL consultato il 3 aprile 2007 mwwq(archiviato dall'mwwgurl originale il 30 ottobre 2008).
cite-note-young-etal-2002-22. ↑ mwyaDavid N. Young, N. Duncan, A. Camacho, P.A. Ferenczi e T.L.A. Madigan, mwyqAyers Rock, Northern Territory, Map Sheet GS52-8mwyg (2nd edition) (Map). 1:250mwyw 000. Northern Territory Geological Survey. Geological Map Series Explanatory Notesmwza, 2002).
cite-note-engovaugeology-33. ↑ mw0amw0qmw0gUluṟu-Kata Tjuṯa National Park – Geology, su mw0wenvironment.gov.au, Australian Department of the Environment and Water Resources. mw1aURL consultato il 3 aprile 2007 mw1q(archiviato dall'mw1gurl originale il 28 ottobre 2007).
cite-note-55. ↑ mw4gmw4wUluru climbing ban: Tourists scale sacred rock for final time, BBC news, 25 ottobre 2019.
cite-note-66. ↑ mw5wmw6amw6qDal 2019 non si potrà più scalare lmw6g'Uluru, il famoso massiccio roccioso in Australia - Il Post, su mw6wilpost.it.
Bibliografia
• Breeden, Stanley. mw8aUluṟu: Looking after Uluṟu-Kata Tjuta - The Anangu Way. Simon & Schuster Australia, Sydney 1994.
• Hill, Barry. mw8wThe Rock: Travelling to Uluṟu. Allen & Unwin, Sydney. ISBN 1-86373-778-2; ISBN 1-86373-712-X (brossura)
• Mountford, Charles P. mw9wAyers Rock: Its People, Their Beliefs and Their Art. Angus & Robertson 1965. Ristampa riveduta: Seal Books 1977. ISBN 0-7270-0215-5.
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su environment.gov.au.
• citerefbritannica-com(EN) Kenneth Pletcher, Uluru/Ayers Rock, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefpeakware-com(EN) Uluṟu, su Peakware.com.
• citerefpeakbagger-com(EN) Uluṟu, su Peakbagger.com.
• mwaqu(EN) Sito ufficiale del Parco Nazionale di Uluru-Kata Tjuta, su deh.gov.au. URL consultato il 1º novembre 2005 (archiviato dall'url originale il 10 dicembre 2005).